Fischio finale, tutti a casa. I riflettori si spengono, il raccattapalle concede un’ultima occhiata agli spalti ormai vuoti.

Ore di interviste pre e post partita, giorni di attesa, chilometri di parole sciorinate al bar, in ufficio, all’università, a scuola, sui social network, sulle pagine “NapoliUnicaFede” e “MilanoNerazzurra“, persino in parlamento e nei corridoi degli edifici del potere. Poi niente, 90 minuti e tutti a casa, a pensare a come giustificarsi per la sconfitta o quale nuova brillante battuta concedere al perdente di turno. Così, da una vita, per un’altra vita ancora. Come un rosario calcistico da dover coltivare ogni giorno. E in tempi di crisi della fede questa è manna dal cielo.

Nel piccolo universo mistico degli anni del 21° secolo, il raccattapalle rimane, esegue gli ultimi ordini, fissa il campo vuoto e i riflettori spenti (tanto belli e tanto utili eh, ma prima si spengono meno si paga, che non lo sai che ‘sta crisi ha dissanguato pure il Calcio?). Mescola le sensazioni e i rumori del giorno, dei giorni precedenti e dei giorni che verranno ( e sa già cosa porteranno). Ne butta molti pezzettini (perchè la merda c’è, e pure tanta), mentre il resto viene mescolato nella mente e si ritrova qui, in pixel di un computer, in un inchiostro finto come quei riflettori che illuminano per 90 minuti le star del pallone.

Il raccattapalle è questo. Perchè lo vogliano uccidere, potrebbe già indovinarsi.

Magari è scomodo, sicuramente è l’ultima ruota del carro (ma ogni tanto anche lui ha i suoi momenti di gloria, come in un Roma-Palermo di qualche anno fa), probabilmente dirà molte fregnacce, di sicuro una perla ogni tanto la caccia via.

Cosa ancora più certa è che parlerà di calcio (in primis italiano, e da lì chissà cosa), ponendo obiezioni, chiarendo punti nevralgici, esaltandosi per i momenti folgoranti, fondamentamente per dare un’opinione.

E scriverà una volta a settimana , non sa ancora che giorno, perchè dipende dal calendario dell’Atletico Maranella, che milita in Promozione e non è sicura di starci se continua a non pagare gli stipendi ai calciatori.

Uccidete il raccattapalle, ma prima permettetegli di farsi conoscere.

ol

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